mercoledì, aprile 18, 2007

Parangàl II: Risotto seppie e piselli


Ancora un piatto marino, dal menù del parangàl...

Prima di tutto si puliscono le seppie (operazione per pochi coraggiosi), preservando i sacchetti del nero ed un fegatino ogni tre seppie (il fegato è quella parte arancio mattone). Conviene cuocerne un bel po' per non sprecare fatica, al limite poi si congelano gli eccessi... In una pentola a pressione si fa annerire uno spicchio d'aglio in qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva, si butta via l'aglio e si aggiungono le seppie a pezzetti, facendole rosolare. Si bagna con un bicchiere di vino bianco, lo si fa evaporare, si completa con sale ed un'abbondante macinata di pepe e si coprono per tre/quarti le seppie di acqua: la quantità di acqua è fondamentale, altrimenti il sughetto non diventa cremoso ma si annacqua (se è poca invece si brucia tutto: andate un po' ad intuito...). Dovendo preparare questa ricetta, anche se il sughetto risulta abbondante, si può utilizzare per la cottura del riso! Si chiude il coperchio e si cuoce per venti minuti a partire dal fischio. Si lascia quindi riposare il tutto finchè la pentola non ha sfiatato completamente. Il grosso del preparato si assapora con un bel mestolo di polenta fumante (anche due;-)))), gli "avanzi" si utilizzano per il piatto in questione.
Per i due soliti affamati ci vogliono:
qualche cucchiaiata di seppie in umido con molto sughetto
due manciate di piselli
mezza cipolla
due etti di riso arborio
i sacchetti del nero tenuti da parte
olio extravergine quanto basta
un bicchiere di vino bianco
Si cucinano prima i piselli, unendoli alla cipolla finemente tritata appassita nell'olio ed aggiungendo un bicchiere d'acqua. Si tolgono i piselli e nella stessa pentola si fa tostare il riso con un po' d'olio, lo si bagna con il vino e quando questo è evaporato si unisce il sughetto delle seppie BOLLENTE diluito con un po' d'acqua (circa mezzo litro in tutto). Qui riemerge la mia filosofia che prevede l'aggiunta di TUTTO IL BRODO ALL'INIZIO, mescolando di tanto in tanto, senza strapazzare troppo il riso. A cottura ultimata si aggiunge il nero delle seppie ed un giro d'olio. Si mescola, chiude il coperchio e si lascia mantecare per almeno cinque minuti. Nel frattempo si scaldano le seppie e di piselli separatamente e si compone il piatto a strati: seppie, riso e piselli. Banale? Banalmente sublime!

4 commenti:

bian ha detto...

..sono sicura della bontà di questo piatto! Un bravissimo cuoco della mia città mi consigliava di provare anche la combinazione nero di seppia-passatina di fave...baci e buon fine settimana!

RoVino ha detto...

Sono rammaricato di non riuscire a trovare più il tempo di leggerti, né di fare quattro chiacchiere anche se solo via mail...
che dire, mi dispiace!!
Rob

SenzaPanna ha detto...

Brava Venere, credo che l'accostamento sia ottimo.

venere ha detto...

Bian e Dani, alla fine con gli accostamenti classici si va sul sicuro... basta solo un pizzico di fantasia1 L'idea delle fave è ottima, Bian (casualmente sempre legumi): peccato che dalle mie parti si trovino solo secche e pure con una certa difficoltà! Dici che vada bene lo stesso?
Carissimo Rob! Effettivamente sentivo la tua mancanza... Ma non ti vedo nemmeno in giro da altre parti quindi devi essere davvero impegnato: l'importante è non cadere nell'oblio...