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martedì, dicembre 26, 2006

Venere e lode

La discussione è andata bene, molto bene, quindi Venere e Commensale hanno degnamente festeggiato Da Fred a Udine in via del Freddo: fornitissima enoteca, nonchè stuzzicheria e chi più ne ha più ne metta... Volendo si possono acquistare varie specialità italiane ed estere (salumi, formaggi, conserve, pasta, dolci, olio e, naturalmente, vini).
La mia intenzione era quella di fermarci solo per l'antipasto, volendo poi visitare altri due posticini, ma è stato impossibile resistere alle proposte dei due gestori (marito e moglie?)...
Ci siamo lasciati tentare da una tavolozza di salumi (prosciutto crudo, salame crudo e cotto, pancetta) e di lardi di varia provenienza (in regione e fuori, non chiedetemi di più); seguiti poi da una burrata super fresca, cremosa, un delirio, e da un vassoio internazionale di formaggi con miele e confetture in abbinamento;
per concludere poi con un piatto dolce di amaretti al cioccolato, torrone di Alicante, tartufini al cioccolato e nocciole e qualche altra prelibatezza che ora mi sfugge...
Tutto degnamente inumidito (non innaffiato, siamo stati bravi...) da una serie di calici di Franciacorta, Cabernet Franc, Passito di Pantelleria, Porto, Malvasia... Non in questo disordine ovviamente, ma non chiedetemi di più, vi garantisco solo che ci stava tutto egregiamente...

venerdì, giugno 02, 2006


Ormai quindici giorni orsono la Mamma mi aveva specificato che per il suo compleanno non voleva regali, non aveva bisogno di niente.... Ma proprio niente no, non me la sentivo. Ecco allora che mi è tornata utile questa ricettina facile facile: dei BISCOTTINI VIENNESI, con cui si possono formare tutte le figure che la fantasia suggerisce.
Ecco gli INGREDIENTI:
100g di burro
50g di zucchero a velo
una puntina di vaniglia
150g di farina
un pizzico di sale
albume q.b.
Con lo sbattitore impastare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema, aggiungere il sale, la vaniglia e la farina. Continuare ad amalgamare gli ingredienti (bisogna avere un po' di pazienza) e poi aggiungere poco alla volta l'albume leggermente sbattuto: si deve ottenere un impasto omogeneo ma molto consistente (tipo "malta"). Mettere l'impasto in una siringa con bocchetta dentellata e "scrivere" direttamente sulla placca del forno. Cuocere a 160° per circa 20 minuti (si devono colorare leggermente).
Abbinamento: Picolit
Il Commensale, non potendo mettere mano sui biscottini pronti, ha pulito la terrina dall'impasto crudo...
Tanti auguri mamma, grazie per tutto quello che hai fatto e continui a fare per me, GRAZIE DI ESISTERE. Ti dedico una poesia (ancora D'Annunzio, sì....) che mi ha riportato alla memoria un amico virtuale... Grazie Topozozo! Leggetela, è speciale...


POST-UMO: un'occasione del genere non poteva non essere festeggiata nel mio ristorante preferito, che fra parentesi la festeggiata non aveva ancora avuto il piacere di provare...
Ecco qualche assaggio virtuale dal menù di oggi:


Schile* sulla polentina

Mousse di coda di rospo
su sfogliatine di polenta


Gnocchi di carote
con ricotta di Montefosca**

Lasagnette agli asparagi


Trancio di tonno di Carloforte

Ravioli con sclopìt***
in salsa di soia

Mattonella di cioccolato bianco

Bavarese alle fragole

*Gamberetti nostrani
**Montefosca è un piccolo borgo vicino a Cividale (UD) dove un piccolo produttore prepara la ricotta "come una volta" (produce una ricotta ed un formaggio al giorno)
***Lo sclopìt è un'erbetta di campo, in italiano "silene"


Il vino? Questa volta non abbiamo esagerato... Ed infatti la qualità delle foto è un'altra cosa rispetto alla precedente... E' rimasto quello dell'antipasto, ossia un ottimo Brut "IL GRIGIO" Eugenio Collavini.

Commento Sul Commensale (quello solito): sembrava fosse a dieta da una settimana...

mercoledì, aprile 12, 2006

Che anniversario...

Se siete a dieta o non avete tanta fame, se siete astemi, se non vi piace assaggiare cibi particolari, se non date importanza alla presentazione dei piatti, se non gradite essere serviti e riveriti, se avete fretta, se il vostro taccuino piange… beh, questo non è il locale che fa per voi o magari non è serata…
Questo è uno di quei locali da provare almeno una volta nella vita, in cui nemmeno il blogger più esigente troverebbe da ridire (vedi meme “cosa vorresti/non vorresti al ristorante…”). I particolari che mi hanno colpito già alla mia prima visita sono l’estrema precisione nell’illustrare ogni piatto che viene servito e la capacità di far sentire il cliente “fabbro della propria fortuna” nello scegliere sia i piatti ma anche le regole del gioco, quando in realtà le redini sono tenute in mano dagli esperti ristoratori (e meno male…).
Appena arrivati già ci attendeva sul piatto un ricciolo di Mousse di ricotta alle olive ben presto innaffiata da un ottimo Prosecco extra brut Bosco delle Gaie. A questo proposito, tengo a precisare che il mio spirito di-vino nasce dopo la mia passione per il buon cibo ma, ritenendomi tutt’altro che esperta, avendo affinato il naso ed il palato prima dietro i fornelli e poi a tavola, mi accorgo se i sapori si sposano… Per farla breve abbiamo deciso di continuare ad innaffiare con lo stesso prosecco anche i successivi antipasti, per nostra scelta a base di pesce.
Ecco quindi un Carpaccio di branzino all’arancia rossa, dove l’agrume colorava e profumava timidamente uno dei re della nostra laguna, per poi proseguire con una Terrina di storione con caviale di trota e finocchio crudo (forse il piatto meno felice per l’eccessiva delicatezza dello storione rispetto al caviale), uno Spiedino di code di gambero con crema di carciofi, carciofo fritto e cuore di carciofo da applausi(il tris di carciofo… e dei gamberi ho sgranocchiato anche il carapace…)

e per concludere un Rotolino di tonno con carciofi, pinoli e cialda croccante…

L’interruzione della serie ittica è stata possibile grazie ad un piatto d’unione fra il mare ed il campo, ad opera di un piccolo cespo di Radicchio con salsa d’acciughe, aceto balsamico (tradizionale?!) e uova di quaglia: la dolce primavera del radicchio di campo, il mare salato delle acciughe, l’agrodolce dell’aceto, il colore delle uova…

Il prosecco ora ci aveva un po’ stufato e così ecco l’ispirazione per un Tocai, magistralmente guidata verso un Ronco del gelso 2001.
Per continuare ci siamo poi fatti trascinare nella stagione degli asparagi (come trascurare l’asparago di Tavagnacco?) con Asparagi con cicciole e uova di quaglia (a mio avviso vince l’oscar delle presentazioni).

La tradizione quindi: Polentina con montasio e ricotta e,a parte, un salame che stavano affettando da mezz’ora nel tavolino dietro il nostro ed il cui profumo ci ha fatti voltare; poi un piatto di Prosciutto di d’Osvaldo di Cormòns, un crudo affumicato della consistenza del burro, meno famoso del conterraneo San Daniele (meglio così ce lo mangiamo tutto noi…),
servito con Asparagi gratinati.
A questo punto mancava solo un antipasto e ci siamo fatti tentare (e come resistere?) da un Caprino svizzero con peperoni ai capperi e radicchio di Treviso. Ma qui il Tocai si sarebbe perso dal naso alla bocca e quindi ecco un Pinot nero 2004 di Jermann, che ha retto brillantemente il piccante aromatico del piatto.

I primi? Solo assaggi per me, ma non per il mio cavaliere, che si è deliziato fra Lasagnette agli asparagi con grissino di aneto,

Ravioli di grano saraceno al “formadi frant” (risultato della mescolanza di diversi formaggi tipo "latteria" a differente livello di maturazione (40-90/100 giorni-più di 7 mesi) sminuzzati a fettine (da qui il nome “frant”), cubetti e scaglie con aggiunta di sale, pepe e latte. Il tutto è poi impastato a mano con aggiunta di panna per dare morbidezza al prodotto. La preparazione del Formadi frant, che spesso ancora oggi avviene in ambito familiare, aveva lo scopo di recuperare e conservare formaggi non idonei alla stagionatura…) con mele, pomodoro e ricotta affumicata e Gnocchetti alla cipolla di Tropea con sedano rapa.
Arriva quindi un sorbetto: da anni ormai la tradizione si divide fra Mela verde e Mandarino: ricette vincenti che non possono essere cambiate…
Passando ai secondi, il carattere deciso delle preparazioni avrebbe sicuramente richiesto un vino di altra struttura, ma oramai la mia capacità degustativi era compromessa, quindi non siamo andati troppo per il sottile. Ma che dire del Bisontino con asparagi al burro o del Cinghiale con confettura di cipolle di Tropea?


Senza parole… c’era uno spot che diceva: “Lasciate parlare i vostri sensi”? E’ quello che abbiamo fatto noi…
Infine i dolci: fra un vassoio di Cantuccini (friabilissimi) inzuppati nel Fragolino bianco ed uno con una selezione di Cioccolato fondente dal 70% in su profumato da un Rhum Demerara riserva 11 anni, ecco materializzarsi in forme accattivanti l’occhio e l’anima un Tortino di carote con sorbetto di ACE, una Piramide di mousse al gianduia ed una coreografica Mousse al caffè, contenuta in un arabesco di cioccolato fondente…

Ho scelto le foto migliori: purtroppo la qualità è peggiorata man mano che si procedeva nelle degustazioni, ma come farmene una colpa?

Trattoria Da Nando
Mortegliano
UD
Tel. 0432/760187