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domenica, aprile 02, 2006

SONDAGGIO!

Si avvicina l'ora della partenza...
Per ammazzare il tempo dell'attesa (micidiale è dir poco) vi propongo un banalissimo sondaggio: secondo voi sarò abbinata al Pomodoro rosso o al Peperone verde? E con quale cuoco mi cimenterò in quella cucina fantastica che non ha niente a che vedere con quella di casa mia (per ora)?

Sinceramente io mi sento più pomodoro: se avessi fatto questa affermazione diciamo dieci anni fa mia madre mi avrebbe squadrata con tanto d'occhi, perchè, a parte la salsa, non mi sarei mai sognata di mangiare un pomodoro crudo e tanto meno di berne il succo: il solo pensiero mi faceva rabbrividire... Invece poi, quando con le sue amorevoli cure il piccolo orticello ha conminciato a dare i suoi frutti ho cominciato a mangiare i ciliegini e poi... è stata una cascata, tanto che adesso li compro anche in pieno inverno (anche se hanno solo il colore di pomodoro) e non riesco ad immaginarmi un'insalata senza quel po' di rosso tra le foglie...

Il peperone certo non mi dispiace, in più il verde è il mio colore preferito...
Quanto al cuoco, nella puntata di ieri c'era uno dei miei preferiti, ossia Vincenzo Marconi, quindi dubito che possa esserci anche martedì... Un altro preferito è sicuramene il giovanissimo Mauro Improta, napoletano verace...
Alla fine, quindi dico: Pomodoro rosso-Mauro Improta... e voi?

sabato, aprile 01, 2006

I Grassi idrogenati...

Mi sento un po' "petulante" per questo (chiedo scusa per la licenza)... Ma il mitico post era sparito dal mio blog, sarà perchè in questi giorni sto manipolando il suo codice genetico... speriamo di non ottenere un mostro... Insomma lo devo ri-postare, sperando che non rifiuti la visualizzazione...
Un consiglio spassionato: leggete le etichette degli alimenti che comprate, non solo al supermercato, ma anche dal vostro fornaio o pasticcere di fiducia. Molto spesso, soprattutto nei dolciumi, ma anche nei panificati (grissini etc.) si trovano i cosiddetti GRASSI IDROGENATI: l’idrogenazione è un processo che, aggiungendo atomi di idrogeno alla catena di una molecola di grasso, lo rende solido e quindi meno deperibile. Si tratta di solito di grassi di origine vegetale a costo molto basso come olio di palma, di colza o altro (sicuramente non viene idrogenato l’olio extravergine di oliva), per cui di solito questi ingredienti vengono inseriti negli alimenti per risparmiare sui costi di produzione e (non sempre) per rendere il prodotto più competitivo sul mercato: quindi troveremo ad esempio dei panettoni che costano poco perché una parte del tanto condannato burro (per fortuna solo una parte perché ci sono delle disposizioni di legge ben precise su determinati prodotti, ma non su tutti) è stata sostituita da questi grassi di basso rango.



Il prodotto più noto a base di grassi idrogenati (che è venduto come più salutare perché è di origine vegetale e non animale) è la MARGARINA. Grazie a questo procedimento, potete lasciare un mattoncino di margarina sul tavolo per anni e non sarà intaccato da larve, insetti o roditori. La margarina è un non-cibo! Sembrerebbe che soltanto gli umani siano così pazzi da cibarsene. Dato che questi grassi non esistono in natura, il nostro organismo non sa come comportarsi in modo efficace con loro, che agiscono come veleno su reazioni cellulari critiche. Il corpo tenta di usarli come se fossero buoni, avvolgendo le membrane cellulari. Ciò altera il normale apporto di minerali e di altri nutrienti, permettendo ai microbi delle malattie e ai composti chimici tossici di entrare nelle cellule più facilmente. Risultato: malattia, cellule indebolite, limitate funzioni organiche e sistema immunitario esaurito. Tali grassi possono anche deviare il normale meccanismo fisiologico per l'eliminazione del colesterolo. Il fegato stiva l'eccesso di colesterolo nella bile e lo invia alla cistifellea che lo svuota nell'intestino tenue giusto sotto lo stomaco. I grassi idrogenati bloccano questa conversione e contribuiscono ad elevare il livello di colesterolo nel sangue.
I più attenti avranno notato che esiste sul mercato anche la margarina vegetale non idrogenata: essa è ottenuta per frazionamento da grassi vegetali raffinati.
Un olio (palma, guscio di palma, girasole ecc.) è un mix di acidi grassi: la prevalenza dei monoinsaturi e dei polinsaturi lo rende liquido. Il burro invece che ha il 51% di grassi saturi LCT (a catena lunga) è solido, ma contiene anche grassi saturi a catena media, monoinsaturi e polinsaturi. Con il processo di frazionamento togliamo chimicamente la parte "leggera" dell'olio, ottenendo un solido costituito in abbondanza da grassi saturi. Sicuramente il composto ottenuto è peggiore del burro, l’unico vantaggio è che non contiene grassi idrogenati perché il processo ne introduce solo una minima quantità.
La margarina vegetale non idrogenata è utilizzata soprattutto in "prodotti biologici". L'assurdo di certi prodotti biologici è di fare i difficili sugli ingredienti per poi inserire per motivi di costo un ingrediente tipicamente chimico sperando che la gente non se ne accorga.
Morale della favola: leggetele etichette e quando cucinate utilizzate piuttosto il burro per i dolci o per gli impasti in genere (senza esagerare). In alternativa potete usare vari oli vegetali (liquidi!) per impastare i dolci, cambia un po’ il sapore ma ne guadagnate in salute. In cottura usate ESCLUSIVAMENTE L’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA, IL MIGLIORE GRASSO IN ASSOLUTO. Se non vi piace il sapore forte ne esistono di più leggeri (di solito gli oli prodotti al nord): provate ad assaggiarne un po’, troverete quello che fa per voi nelle varie situazioni!
Idrogenati in agguato...
Idroginseng...
La pasta sfoglia

giovedì, marzo 30, 2006

IDROGINSENG...AAAHHHHRRRG!


Eccolo là... A proposito di un commento postato a Rossofragola sul caffè al ginseng... Beh oggi ho finalmente trovato in una torrefazione di Udine che era tutta un programma (il classico "buco", ma più che ad un buco assomigliava ad un imbuto) però fornitissima di qualsiasi tipo di tè della Twinings (alcuni sfusi, ma molti racchiusi nelle famigerate tea-bags, tanto criticate da quelli di Adagio teas (vedi link))... In vetrina campeggiava una busta formato famiglia del tanto agognato caffè solubile (e qui gli intenditori di caffè avranno come un sussulto) aromatizzato al ginseng: una favola, tanto che quando la mia collega ci ha portato ad assaggiare le mitiche bustine io ne ho-diciamo- un po' approfittato... non dico di più, qualcuno potrebbe leggere... ma erano così buone... Dalla mia parte la giustificazione che sul lavoro, sarà l'aria di mare, sarà l'impegno fisico e psicologico richiesto, divento di una golosità schifosa... Sulle mini-buste però erano scritti gli ingredienti solo in maniera molto sintetica.
Mi sono fatta dare la bustona, ho pagato la modica cifra di 14 Euro (ma ci sono ben 20 bustine, un affarone!).
Arrivata a casa, tiro fuori la bustona e leggo incuriosita che cosa c'è dentro queste bustine caffettose: quando leggo "OLIO VEGETALE IDROGENATO" mi si ferma il cuore... ecco, pure nel caffè lo mettono: ma che cavolo c'entra? Insomma, ormai la bustona l'ho presa, forse la percentuale dell'olio criminale non è poi così alta, quanta volete che ce ne sia in una bustina? So solo che non avrò più il coraggio di comprarla...
Però, che bontà...:-((((