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martedì, giugno 12, 2007

... ed oggi cosa preparo per cena?


Giornata di crisi... E l'ultimo mio pensiero era la cena... Poi un'illuminazione, un grande sforzo per muoversi e pedalare verso la pescheria preferita in cerca degli ingredienti mancanti per realizzare le intenzioni... La cena era pronta per le nove, ma ne è valsa veramente la pena.
Forse non sono la persona più indicata per illustrarvi questo piatto, data la mia provenienza, quindi sono ben accetti tutti i commenti di chi se intende di più;-)))
La paella deriva il suo nome dalla pentola che viene impiegata per la cottura: una pentola di ferro che troverete ben descritta QUI, dove potete leggere anche la ricetta originale di questo piatto tipico della regione dell'Albufera, una laguna appena a sud di Valencia.
La prima volta che mi sono avvicinata a questo piatto è stato, incredibile a dirsi, in una dieta: effettivamente si tratta di un piatto leggero e nutriente (dipende poi dal condimento utilizzato e dalle quantità).
Al di là della ricetta originale, ne esistono moltissime versioni, di carne, di pesce, vegetariane o miste; io stessa la preparo ogni volta in modo diverso.
Due sono gli ingredienti a mio avviso fondamentali: il riso e lo zafferano. Ci si possono aggiungere poi verdure (fagioli, fagiolini, piselli, peperoni, zucchine, pomodori...), carne (pollo, coniglio, maiale), pesce (bianco: merluzzo, nasello...), crostacei (amberi, scampi, mazzancolle, addirittura astice), molluschi (seppie, calamari, moscardini...; vongole e cozze), l'importante è che sia tutto bello colorato, da mangiare con gli occhi insomma.
Il procedimento prevede la cottura parziale di ciascun ingrediente per conto suo (in questo modo si preservano colori e sapori); solo in un secondo momento verranno poi aggiunti nella paella con il riso, preventivamente tostato con un filo d'olio, al quale sarà stato aggiunto del brodo (di carne, di pesce o vegetale, ancora meglio se preparato con gli scarti degli ingerdienti della paella: ossa di pollo, carapaci dei gamberi etc.), in quantità almeno doppia rispetto al peso del riso. Non esagerate con il brodo, eventualmente tenetene un po' in caldo da aggiungere al bisogno.

La paella del 12 giugno 2007 /tranquillamente le dosi possono essere per 4 persone):
un piccolo pollo, rosolato in un cucchiaio d'olio extravergine
tre seppioline, rosolate in un cucchiaio d'olio extravergine: la cottura delle seppioline deve essere o rapidissima (tipo due minuti) o piuttosto lunga (mezzora circa), altrimenti i molluschi risultano duri; scegliete voi la consistenza che più vi aggrada (più "gelatinosa" nel primo caso, "gommosa" nel secondo.
mezzo chilo di cozze, aperte in una pentola coperta con mezzo spicchio d'aglio
mezzo chilo di vongole, fatte spurgare in acqua di mare ed aperte in una pentola coperta
dieci mazzancolle, rosolate in un cucchiaio d'olio e sfumate con un bicchierino di brandy
mezza cipolla rosolata con un peperone giallo ed uno rosso
una manciata di fagiolini ed una di pisellini (questi possono venire aggiunti direttamente al riso a metà cottura)
peperoncino e zafferano quasi al termine della cottura
200g di riso Carnaroli (ottimo anche un parboiled) tostato in un cucchiaio d'olio extravergine e sfumato con un bicchiere di vino bianco
mezzo litro di brodo


Un'altra versione della paella

giovedì, luglio 13, 2006

Crespelle al pesto intero


Fa caldo, tanto caldo. Anche per Venere cucinare è diventato un'impresa ardua, bisogna ridurre i tempi di cottura e le temperature di servizio. Ecco quindi un'idea veloce veloce (o quasi) e senza dubbio fresca (forse tiepida???) Non ce la faccio, è più forte di me, i fornelli mi attraggono morbosamente...
Preparate le crespelle secondo la ricetta.
Cuocete fagiolini e patate a pressione-vapore (ho una stupenda pentola che fa entrambe le cose contemporaneamente, riducendo tempi di cottura, consumi ed impoverimento nutrizionale..)<^v^>
Mescolate le verdure a dadini con abbondante basilico tritato grossolanamente, pinoli interi ed un pizzico di sale.
Riempite le crespelle, arrotolatele, decorate con scaglie di pecorino ed irrorate abbondantemente con un ottimo extravergine (ligure sarebbe il massimo...). Gli ingredienti tipici del pesto genovese si mescolano e si tritano in bocca, permettendo di percepire i vari sapori prima separatamente e poi insieme.
Da mangiare tranquillamente tiepide o a temperatura ambiente (dire fredde sarebbe un'esagerazione...).