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sabato, giugno 16, 2007

Voglia di insalata- ovvero "piatto che sta fra altri piatti salati"

A volte sento l'esigenza di una bella insalata, tanto per stare un po' leggera. Non è detto però che l'insalata debba essere un piatto "triste". Per me è un'occasione per provare abbinamenti sfiziosi, ricercando il contrasto e contemporaneamente la fusione dei sapori.
Ecco quindi gli ingredienti da assemblare:
mezzo cavolo cappuccio a striscioline sottili (dolce)
una mela golden a cubetti (dolce, asprigno)
tre cucchiai di semi di girasole tostati qualche minuto in padella (croccante, asciutto)
qualche scaglia di pecorino stravecchio (piccante)
due cucchiai di olio extravergine (fruttato, dolce)
due pizzichi di sale (magari un ottimo diamant de sel alle spezie grigliate, proveniente dal Cachemire)
Mescolare gli ingredienti e decorare con una glassa di aceto balsamico (dolce, acido).

Il connubio e l'equilibrio dei sapori sono perfetti, tanto che risulta difficlie distinguere i singoli ingredienti.
Fate un gioco: preparate questo piatto per qualcuno, fateglielo assaggiare ad occhi chiusi e chiedetegli di indovinare gli ingredienti... non ce la farà mai!

martedì, luglio 04, 2006

Unico: selvaggio&salmone


Indubbiamente il cavolo cappuccio non ha un ruolo aristocratico in cucina: chissà, forse per il suo odore forte, che, bambini, ci fa scappare disgustati storcendo il naso... Poi quando cresciamo i ricordi rimangono e non ci poniamo nemmeno il problema di risolvere le incongruenze...
Perchè il cappuccio è buono, crudo e cotto, è dolce, delicato, in grado di valorizzare una moltitudine di piatti e poi fa un sacco bene, trovandosi annoverato fra gli alimenti antitumorali per eccellenza... che volete di più??? Ah sì, il "di più" è che viene direttamente dall'orto della mamma, dove crescono allegramente solo le verdure che decidono di farlo, senza doping, per capirci.
Ed ecco ora si sciolgono le briglie della fantasia per rendere goloso un piatto atavicamente disgustoso...
Ho fatto stufare il cappuccio tagliato a striscioline (salvandone qualcuna per guarnizione) con uno scalogno. Una volta cotto l'ho ridotto in crema con il frullatore ad immersione.
Ho messo a marinare al fresco con pepe bianco, rosa e verde, rosmarino, timo, succo di limone e poco olio due tranci di salmone.
Nel frattempo ho lessato il riso selvaggio (vi rimando sempre al mio primissimo post se volete saperne di più...).
Ho messo a bagno in acqua tiepida un pugnetto di uvetta cilena (attenzione, la maggior parte dell'uvetta è conservata con i grassi idrogenati...) ed ho tostato in padella una manciata di pinoli.
Scolato il salmone dalla marinatura l'ho cotto nella padella grigliante tre minuti per lato (tenendolo più colorato all'interno).
E vai con la composizione: crema di cappuccio, riso, salmone, uvetta, pinoli, sale pepe appena macinato ed un filo d'olio... Con questo piatto non si capisce davvero cosa si mangia, la fusione dei sapori è completa...
Se vi piace osare con qualche spezia cercate di non strafare perchè potreste turbare l'armonia di questo piatto veloce, leggero, estivo...
Commento del commensale (dopo aver disincagliato le uniche tre spine rimaste...): bbbbuono...
Per i miei abbinatori: che ne dite un profumato Collio Tocai (o dovrei dire, oramai, Friulano?)