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domenica, settembre 06, 2009

Menù... del supermercato

I media continuano a bombardarci sottolineando che le ferie sono finite, che tutto piano piano sta ritornando alla normalità... Ma qualche strascico ancora rimane. Venerdì ho passato la giornata lavorativa sognando la pizza gigante di Salvatore, avevo addirittura lista e numero di telefono con me (incredibilemnte me ne sono ricordata)... Ma giunta l'ora di effettuare l'ordinazione per poter poi ritirare il tutto sulla strada di casa ho avuto una brutta sorpresa: il telefono squillava a vuoto e quando si attivava la segreteria , si udiva un messaggio inquietante... impossibile lasciare messaggi- spazio pieno... Per farvela breve Salvatore è in ferie fino all'8 settembre!
E la stessa cosa mi è capitata ieri, partita con tutte le buone intenzioni verso la mia pescheria di fiducia, confortata dalla consapevolezza che il fermo pesca è finito, ho dovuto ritornarmene a casa con le pive nel sacco: chiusi per ferie pure loro!:-(((
Ma come rinunciare alle mie intenzioni "bellicose" di cucinare una cenetta speciale?
Impossibile, perchè quando mi metto in testa di cucinare ne ho veramente bisogno!
Dopo aver pure rischiato di rimanere a piedi con la macchina mi è venuta un'illuminazione: una cena tutta "made in supermercato" ma non in quel reparto pescheria che, ahimè, dovrebbe chiudere all'istante non foss'altro per l'odo re che emana, ma fra le confezioni degli scaffali. Quindi mi sono armata di pazienza ed ispirazione ed in un'oretta ho fatto la spesa che mi ha permesso di cucinare il seguente menù:
Spiedino di burrata, alici e ciliegini

Trota salmonata con rucola e pecorino pepato glassata all'aceto balsamico

Crema di patate dolci al cocco e curcuma con aringa croccante

Borlotti pancetta e gamberoni




Sorbetto di pomodori secchi al tonno

Pecorino in guscio di strudel con salsa al cioccolato




Anche al supermercato si possono trovare degli ottimi prodotti, basta un po' di pazienza...

domenica, dicembre 02, 2007

Finalmente il menù


Da un po' di tempo avevo deciso di postare questo menù, ma vicissitudini varie si sono susseguite...

Volevo parlarvi di questo vino, prodotto dalla famiglia di una mia collega: Jakot si chiama, è un tocai friulano, che ha dovuto essere rinominato (un po' come un file già esistente in una cartella) in seguito all'annosa diatriba con gli Ungheresi , che rivendicano il copyright di quest'ottimo vitigno. Non importa, perchè come già Shakespeare diceva che la rosa avrebbe avuto lo stesso profumo anche se si fosse chiamata in un altro modo, anche lo Jakot-tocai di Radikon le sue qualità ce le ha eccome. Prima fra tutte: l'annata. 2003. Dovete considerare che dalle mie parti in questo periodo escono i Tocai 2006. Osare un tale affinamento per un Tocai è un po' una scommessa, direi riuscita, tanto da averci guadagnato in persistenza, corpo e morbidezza. Notate poi il colore: quello nel bicchiere alla vostra destra. Un colore che sottende molte sorprese. Insomma: lo Jakot è un vino che ben si abbina a piatti di un certo impatto gustativo, egregiamente con il menù "mozzo" (manca il secondo, perchè nella sperimentazione era il piatto meno azzeccato: fate attenzione ad abbinare questo vino con piatti troppo dolci, deve prevalere comunque la sapidità, pena una "baruffa gustativa") a cui qui vi collego.





Se voltete saperne di più su questo vino, su come viene prodotto, sulla particolarità delle bottiglie e sui suoi degni compagni vi rimando da Radikon.

lunedì, gennaio 01, 2007


Nel caso foste a corto di idee per il prossimo buffet di capodanno... ecco cosa si può preparare con una busta di bottarga di tonno affettata, una di salmone affumicato ed una scatoletta di polpa di granchio, più qualche altro ingrediente di poca spesa. Se vi servono approfondite informazioni sulla bottarga le trovate qui!Piatti veramente semplici, in cui la qualità degli ingredienti la fa da padrona! Le ricette sono state ispirate da un viaggio in rete e da qualche libro di cucina e poi naturalmente adattate dalla sottoscritta (se non altro per le dosi...) Grazie ai Contributors!
Polpettine di patate e bottarga
Piatto freddo alla bottarga
Crostino peperone e bottarga
Sformatini di salmone
Piatto freddo al salmone
Tortini di salmone
Bignè di polpa di granchio
Ps: per pubblicare i post di oggi ci ho messo la bellezza di quasi tre ore (e li avevo già preparati...): ditemi voi se è possibile, solo la passione mi ha sostenuta nell'impresa....

martedì, dicembre 26, 2006

Menù di Natale...

...ovvero come stendere dei genitori non più ragazzini abituati a mangiare "poco e spesso" (ah che sarà mai di noi....)
Antipasto:

Piccoli sandwich alla crema di salmoneTartelletta di ceci alla crema di spadaVoule au vent ai gamberetti
Strudel di sgombro
Primo:
Risotto con carciofi, ricotta e bottarga
Secondo:
Rollè di pollo con purèDolce:
Pasticciotti di panettone
Nel caso aveste anche voi dei genitori da "stendere" o anche semplicemente per provare queste delizie una alla volta e riuscire a sopravvivere vi illustro le ricette.

Cenone della vigilia



Protagonisti: Venus, il Commensale, la Vedova e le Castagne
Da qualche tempo il Commensale aveva stuzzicato Venus con l'idea di una castagnata, facendosi rifornire da un caro collega esperto in temma di adeguata bottiglia: non una ribolla (classico abbinamento locale) ma un prosecco di Valdobbiadene. Non essendo entrambi facili vittime dei pregiudizi, ma anzi fidandosi ciecamente di chi ne sa più di loro, si sono fatti tentare e Venus Ha organizzato il tutto.
Una delle mie passioni sono i menù monotematici: un unico ingrediente comune dall'antipaso al dolce. Finora mi ero sbizzarrita seriamente solo con il riso, anzi, I risi, catturando la gola di una coppia di amici neofiti del riso (non troverete il resoconto di tutto ciò perchè ero ancora ignara della rete...). Anche le castagne però si prestano molto bene ad un simile impiego.
Il menù era decisamente alternativo, ma a noi piace così e prevedeva:
Pane di castagne
formaggi vari fra cui due riempitivi di frigorifero (ecchè non siamo mica sempre al ristorante...) ed un "sot la trape", specialità friulana stagionata sotto le vinacce, lievemente glassati con un filo di miele tiglio-castagno
castagne al forno
doppio strudel di crema di castagne al cioccolato e ricotta

domenica, luglio 23, 2006

Cena d'addio...

Gli addii non sono sempre dolorosi. Molte volte rappresentano solo un cambiamento, magari desiderato da molto tempo.
Questo è il caso: un addio definitivo ad un luogo che mi ha ospitata per qualche anno, ma che non ho mai sentito veramente mio; ed un addio in senso inglese, ossia un "arrivederci" a tutti voi Amici Virtuosi e Virtuali che mi avete accompagnata con affetto in tutti questi mesi. Tornerò presto, stanca ma felice, quest'anno per me le ferie sono più che mai lavorative... Ma non Vi voglio lasciare con la bocca asciutta, quindi Vi ho preparato un menù degno di una festa d'addio che si rispetti!
EccoLO:
Antipasto misto di alici
Tagliolini alla lavanda con canestrelli e burro aromatico
Coda di rospo su crema di carciofi
Il tutto bagnato da un Sauvignon 2004 "Le vigne di Zamò" acquistato in occasione di "cantine aperte", la cui morte è stata decisamente con la coda di rospo, ma ha degnamente accompagnato anche gli altri piatti...
Tortino fondente con cuore d'albicocca
Il Commensale? STESO!!!

lunedì, giugno 26, 2006

Fantasia di trota


Chi mi conosce bene sa che i migliori regali per me sono quelli "cibo e dintorni". Figuratevi quando una carissima amica mi ha quasi pregata di accettare delle trotine che il suo maritino si diverte a pescare, perchè non voleva farle navigare nel suo congelatore... E mi ha addirittura ringraziata! No, no, grazie a te mia cara, non so se ti rendi conto di che regalo mi hai fatto...
La trota è molto comune nella nostra zona. Rispetto ai pesci di mare ha certamente un sapore più delicato ed una carne molto leggera. E' priva di squame e come tale si presta ad essere cucinata (e mangiata!) anche con la pelle, ma non è adatta alle cotture al sale (in forno, sommersa da una montagna di sale grosso), altrimenti questo penetrerebbe troppo rendendola eccessivamente sapida. Quindi: quattro trote in frigo dalla sera alla mattina e via alla fantasia (ed alle richieste di suggerimenti) per come onorarle nel migliore dei modi!
Ecco quindi il menù di trota:
Tortino di riso con polpettine
Trota alla mugnaia
Trota al cartoccio
Io oso: in tema con il territorio accompagnerei questi piatti con una ribolla gialla come quella bevuta da Piero...

sabato, maggio 27, 2006

La cena del Langhe Countach


Vegetariani: TREMATE!!!
Ebbene, favorita dalla temperatura frescolina, è arrivata l'ora di stappare la prima bottiglia vinta al Sudoku di Rovino...
Il vino ci è piaciuto davvero, anche considerando che non siamo abituati a bottiglie così importanti e complesse. Sicuramente il menù che ho studiato ha favorito la degustazione... Fatemi sapere la vostra!
Antipasto per Langhe Countach
Lasagnetta alla maggiorana con ragù di struzzo
Capriolo ai sapori del bosco
Come dessert, visto che al Langhe non sapevo cosa abbinarci, ho spolverato un liquore al caffè (spero di farmi dare la ricetta al più presto, è fantastico), con del cioccolato fondente al 91 ed al 100% ed il miele di melata...
Commento del Commensale: Come da copione

PS: Naturalmente in 2 non potevamo scolarci l'intera bottiglia in una sera (?!), quindi il rimanente (due bicchieroni esatti) è servito due giorni dopo per uno dei miei antipasti/dessert preferiti: le pere divine!

lunedì, aprile 17, 2006

E questa è una buona Pasqua…

Non sono una cuoca professionista, ma nemmeno una sciampista (ma poi che roba è la sciampista, mi ricorda un mio prof dell’università che diceva “pettinatrice” intendendo parrucchiera), non sono precisa, ma molto disordinata e spesso pasticciona… Se devo dire invece cosa SONO, ecco, sono una grande appassionata. Tutto ciò che riguarda il cibo, dalla scelta, alla ricerca, all’acquisto, alla preparazione e nondimeno alla “fruizione”, mi entusiasma. Se poi mi chiedessero di tutto ciò cosa preferisco, non avrei dubbi: cucinare per qualcuno e, in assoluto, per le persone che amo. A volte mi fanno pensare che se lo facessi di lavoro non ne sarei così entusiasta, io, boh?!, non ne sono mica poi tanto convinta… Non mi sento stramba per questo, anche se qualche collega mi guarda stralunata, è una passione: qualcuno ama ballare, cantare, qualcuno suonare uno strumento, ad altri piacciono gli animali, i film, le partite di pallone… A me piace cucinare. I risultati non sono sempre eccellenti, diciamo pure che certe volte rasentano il disastro e tutto per la mia cocciuta voglia di provare sempre cose nuove e cambiare sempre anche quelle vecchie: magari un cucchiaino di zucchero in più, magari un uovo in meno… è più forte di me. Da pura autodidatta, e grazie ai consigli/critiche di persone molto esigenti, nel tempo, devo confessare, oltre a veder crescere la perizia e diminuire drasticamente la negligenza (non fare ciò che va fatto), l’imprudenza (non fare ciò che la vocina ti dice che è meglio non fare), nonché l’inosservanza di leggi, norme e regolamenti (insomma, raramente commetto reati colposi), ho acquisito una certa esperienza nel rimediare a delle situazioni potenzialmente catastrofiche… Tipo metà pranzo di Pasqua in versione immangiabile…

Ah, i CARCIOFI… Un po’ come i piselli che per me nascevano nel freezer, le vongole che si pescavano senza conchiglia e poi finivano direttamente nel vasetto, il latte dell’albergo di montagna (questa ha fatto proprio epoca) che era così buono perché lo faceva la macchinetta, anche i carciofi fino a poco tempo fa sapevo che forma avessero solo per averli visti sull’etichetta del Cynar…Per il resto cuori e fondi regnavano incontrastati nel congelatore… Finchè mi è venuto il ghiribizzo di comprare quelle belle MAMME ROMANE dai miei ormai amici fruttivendoli siciliani (marito e moglie molto deliziosi)…
Come si pulisce un carciofo? OK il gambo si deve sicuramente tagliare, le foglie esterne si tirano via anche nell’insalata e poi via, si cucina! No aspetta: da qualche parte trovo scritto che bisogna aprire il fiore e con un cucchiaino levare il fieno all’interno… beh chi ci riesce con un cucchiaino è davvero bravo… Lo taglio con le forbici. Le forbici nella mia cucina sono fondamentali: sostituiscono coltello, mezzaluna, squamapesce… ed anche il cucchiaino! Bene: “carciofi alla romana” (amici romani non rabbrividite)… Preparo il trito per il ripieno, li riempio, li sistemo a testa in giù nella pirofila, copro d’acqua e olio (sono pazzi: due parti di olio e una di acqua: io faccio il contrario) e li ficco in forno. Leggendo due o tre ricette diverse contemporaneamente mi era sfuggito che dovevo lasciare un piccolo pezzetto di gambo e che dovevo tornire i preziosi frutti per eliminare le parti più dure… No, credo proprio di non aver VOLUTO vedere, da brava massaia economa mi sembrava uno spreco: e che mangio del carciofo alla fine? Intanto poi preparo il ripieno per la mia bella tasca di vitello: ho deciso di provare la ricetta del mitico Martino Scarpa… Carciofi tagliati sottili e brasati in padella con olio e aglio. Li metto nel mio bel pezzo di carne: non mi sembrano tanto cotti ma va bene, si cuoceranno con la carne… Per farla breve: mi sono ritrovata con delle mamme ripiene spinose ed una tasca altrettanto spinosa all’interno… Considerato che oggi cucinavo per i due uomini della mia vita e per la donna a cui vorrei somigliare di più al mondo non potevo presentare loro delle spine. Il pranzo pasquale era in pericolo.

Così ho sventrato i carciofi ripieni, ho recuperato le parti edibili ed ho messo in parte il resto. La stessa cosa ho fatto con la carne: tagliata a fette,prelevato il ripieno e messo da parte.
Ho passato le parti spinose al mitico mulino dei legumi, ottenendo una salsina liscia e vellutata che ho poi versato in parte sulla carne ed in parte ci ho condito delle mezzelune ripiene di bruscandoli e hummus di cicerchie… Alla fine è andata a meraviglia: il sapore delle mamme romane era veramente eccezionale, nemmeno paragonabile ai loro partenti del freddo freezer… ma ‘sti sconosciuti carciofi non mi fregano più!
Ecco il mio menù:
Crostino caldo con lardo di Colonnata
Mezzaluna ai bruscandoli in salsa di carciofi
Pasticcio di urtizôns
Tasca di vitello-non-più-ripiena di carciofi, senza montasio
Colomba con crema al cioccolato