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domenica, aprile 08, 2007

Per un'occasione speciale....


Ancora una volta una ricetta dalla fantastica serie "La grande cucina" del Corriere della Sera, inutile dirlo, modificata ad hoc.

Le dosi per due soufflè (gli stampini devono essere abbastanza profondi, altrimenti ne vengono tre):
un cucchiaio colmo di burro
due cucchiai rasi di farina
110mL di latte
due cucchiai colmi di zucchero
due tuorli
due albumi (se le uova sono molto grandi tenerne un po' da parte)
un pizzico di sale
un pizzico di vaniglia
due savoiardi imbevuti nell'alchermes
3og di cioccolato fondente
un bicchiere di Asti spumante
Sciogliere il burro in una piccola casseruola, unire metà farina mescolando con una frusta e quindi metà latte bollente a filo. Aggiungere metà dello zucchero e cuocere circa due minuti, mescolando velocemente con una frusta. Togliere dal fuoco, unire un tuorlo e gli albumi montati a neve con un pizzico di sale.
Imburrare e spolverizzare i zucchero gli stampini, riempirli con metà del composto ottenuto, disporvi sopra un savoiardo imbevuto nell'alchermes e qualche scalgia di cioccolato e ricoprire con il composto rimasto. Infornare a 170° per circa 30 minuti (fare la prova con uno stuzzicadenti).
Montare il tuorlo con lo zucchero rimasti, aggiungere il resto della farina setacciata ed il latte aromatizzato con un pizzico di vaniglia.


Allontanare la crema dal fuoco appena comincia a bollire ed incorporarvi lo spumante. Disporre i soufflè sui piatti, ricoprirli con la crema calda e decorare con il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria.
Uno dei migliori dolci al cucchiaio che abbia mai preparato.

Approfitto del post pasquale per fare i migliori auguri di buona Pasqua a tutti i miei amici virtuali (se dovessi trovarvi tutti il giorno dovrebbe avere almeno una quarantina di ore...;-)))))

venerdì, gennaio 12, 2007

Il "MIA" baccalà


No, non è uno dei miei soliti errori di battitura... Mia è l'ispiratrice di questa ricetta! Una domenica in cui il suo pc faceva le bizze ci catturò con un invito a pranzo che, per principio, io ed il Commensale non rifiutiamo mai! Ma quando mi disse che avrebbe cucinato il baccalà, un attimo di silenzio al telefono mi ha tradita: non amo questa preparazione, troppo pesante di consistenza e di sapore, ma mi sono detta: "Perchè no?"
Dovete sapere che il baccalà con la polenta è un piatto molto amato nella mia regione: addirittura da chi non ama il pesce (come mio papà...); e infatti chi ama il pesce rimane perplesso... Effettivamente ha ben poco del pesce delicato, ma la puzza c'è tutta! Chi volesse qualche informazione più approfondita su baccalà e stoccafisso, le due evoluzioni del comune merluzzo, si può recare qui.
La particolarità di questa ricetta è che invece di essere preparata con il pesce conservato utilizza il pesce fresco ed è proprio questo che me l'ha fatto piacere. La carissima Mia, forte delle sue origini Olandesi, consiglia di adoperare il merluzzo del Nord, conosciuto anche come gabilò. Ma nel giorno in cui sono stata colta da un attacco di desiderio di baccalà non l'ho trovato in pescheria, quindi ho dovuto ripiegare sul merluzzo fresco a filetti (alla fine non è stato per niente un ripiego...).Dunque, per mezzo chilo di filetti, ho coperto il fondo della mia mitica pentola cinque stelle diametro 24 che cuoce magistralmente qualsiasi pietanza con un velo d'olio, ho aggiunto uno spicchio d'aglio tritato, tre acciughe sott'olio, una foglia d'alloro, un cucchiaino del solito dado vegetale di DaniD, quattro cucchiai di passata ed uno di concentrato di pomodoro, 250 mL di latte (io ho usato quello di soia) e 250 mL di vino (bianco, rosso o un mix, io preferisco il rosso). Meglio di tutto sarebbe utilizzare in cottura lo stesso vino che poi accompagnerà il piatto. Il consiglio giusto a questo proposito viene da Piero. Ho fatto ridurre il tutto a fuoco medio finchè la salsina si è un po' addensata ed alla fine ho unito i filetti di pesce interi. Altri cinque minuti di cottura, ho spento il fuoco, aggiunto una manciata di olive tritate grossolanamente ed ho coperto. La pentola mantiene il calore per un bel po' e la cottura continua dolcissimamente. Il giorno dopo ho recuperato la pentola, riscaldato il tutto e servito con pepite di patate al vapore, polenta gialla tenera e fumante e qualche cappero sardo all'aceto balsamico che Mia ha voluto generosamente condividere con me...
NBBBBB: il sughetto non ciucciatevelo tutto con la polenta, fatene avanzare un pò per condirci un piatto di pasta (magari le trofie SL) o di gnocchi di patate...
PS: anche l'irriducibile del baccalà ha gradito!
PS2: niente puzza di baccalà ed addio tempi biblici di ammollo e cottura!

martedì, dicembre 26, 2006

Pasticciotti di panettone


(da Famiglia Cristiana- modificati)
Ingredienti per 4 persone:
300 di panettone
60g di zucchero
150mL di latte
2 cucchiai di Marsala
50g di mandorle tostate e tritate grossolanamente
40g di cioccolato fondente tritato grossolanamente
un pizzico di sale
burro per gli stampini
Per la salsa:
100mL di latte
1 tuorlo
due cucchiai di zucchero
un pezzettino di vaniglia
un cucchiaio di rum
30g di cioccolato fondente
Mescolare le uova con lo zucchero ed il sale, diluire con il latte ed il marsala.
Privare il panettone della crosta, tagliarlo a dadini di un cm, distribuirne uno strato negli stampini leggermente imburrati, cospargerli con un po' di mandorle e di cioccolato e ricoprire con un po' di composto di uova e latte.
Proseguire con altri strati analoghi e terminare con dadini di panettone. Versarvi il composto di latte e uova fino al bordo degli stampini e cuocere a bagnomaria on forno a 170° per 30 minuti circa, finchè la parte liquida non si sia rappresa.
Far raffreddare i tortini e sformarli al momento di servire.
Accompagnarli con una salsa ottenuta sbattendo i tuorli con lo zucchero, aggiungendovi il latte scaldato con la vaniglia ed addensando il composto sul fuoco finchè velerà il cucchiaio. Al termine della cotttura dividere la crema a metà ed aggiungervi ad una parte il cioccolato.

sabato, maggio 27, 2006

Gli spätzle

Si tratta dei tipici gnocchetti mitteleuropei (e qui emergono le mie radici barbariche…), originari della Germania che vengono generalmente accompagnati a piatti di carne (e perché non osare col pesce?), ma possono anche costituire un primo piatto.
Ingredienti (versione classica):
1 uovo
70g di farina
1 cucchiaio di latte di soia (o acqua)
Mescolare gli ingredienti in una terrina e versare il composto in acqua bollente con l’apposito attrezzo (grazie cari colleghi!!!)
o con due cucchiaini. Scolarli appena vengono a galla ed allargarli in una pirofila leggermente unta con olio extravergine perché non si attacchino. Al momento di servirli tuffarli un istante in acqua bollente e condirli a piacere.
Altre versioni:
-agli spinaci:1 uovo, 150g di spinaci (peso a crudo) scottati, strizzati e frullati (e perché no, ortiche, urtizôns o quello che la fantasia vi suggerisce), 50mL di latte di soia (o acqua), 100g di farina
-alle rape rosse: 2oog di rape rosse già cotte, 1 uovo, 100g di farina, 1 cucchiaio di latte di soia (o acqua)
-….
NB: il latte di soia è una mia mania, se volte usate pure il latte normale...