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domenica, settembre 06, 2009

Trota salmonata con rucola e pecorino pepato glassata all'aceto balsamico

Niente di più semplice. Sotto la rucola spezzettata, poi la trota salmonata a pezzetti (San Daniele, oltre che per il prosciutto, è rinomato anche per l'allevamento e la preparazione di specialità a base di trota salmonata), un filo d'olio extravergine, qualche dadino di pecorino ed una colata di glassa all'aceto balsamico.

venerdì, giugno 06, 2008

Quenelles sui crostini


L'idea di questa ricetta proviene invece da un mensile vecchissimo, che si è salvato da una delle mie mille cernite in quanto conteneva ricette moooolto interessanti. Si fa saltare la polpa di branzino con un filo d'olio e qualche foglia di indivia belga; si frulla quindi il tutto con carote lesse ed un mazzetto di rucola, aggiungendo una cucchiaiata di panna o yogurt naturale se vi piace. Aiutandosi con due cucchiai si formano le quenelles da adagiare su crostini a piacere una ttimo prima di servire.

domenica, maggio 18, 2008

Insalata con tonno fresco

Se iniziasse un po' il caldo sarebbe proprio ora di una bella insalata... Non che mi manchino le temperature quasi estive a cui potremmo essere esposti in questo periodo: anzi oggi, complice il tempo più autunnale che primaverile, ho avuto modo di riposarmi ed anche di pensare finalmente a pubblicare una ricetta...
Adoro il tonno fresco, mi dà la stessa soddisfazione di una bella bistecca. Con i compagni giusti si può trasformare in un piatto unico da gustare freddo o anche tiepido.
La mia fantasia ed il contenuto della dispensa questa volta mi hanno suggerito di accompagnarlo con:
patate novelle
capperi di Pantelleria
pesto di rucola (ottenuto da rucola, noci, anacardi, parmigliano, pecorino e olio extravergine)
qualche gheriglio di noce per guarnire
Più o meno a metà cottura a vapore delle patate tagliate a fette non troppo sottili si aggiunge il tonno tagliato a grossi cubetti. Quindi si condisce con il pesto di rucola allungato con un po' di acqua di cottura delle patate e si guarnisce con capperi e noci. Il sale in questa ricetta è veramente superfluo, data la presenza dei capperi e dei formaggi.
Volete provarla con il tonno sott'olio? a patto che sia di ottima qualità ve lo concedo!

domenica, marzo 18, 2007

Risotto 3 R

Nonostante sia molto presa dal restyling del blog, non posso certo lasciare il Commensale a bocca asciutta! Oltre al pasticcio, un piatto che secondo me va forte la domenica è il risotto: un primo sempre leggero, al quale è facile abbinare qualche altra sfiziosità senza appesantirsi troppo...
Ho voluto accompagnare la R di riso con altre tre R: Rucola, Radicchio e vino Rosso. Ecco il risultato:


Per due bei piattoni (oggi il riso ha fatto da piatto unico) ho impiegato:
200g di riso Arborio
mezzo litro di acqua
due cucchiaini di dado vegetale
un mazzetto di rucola
un cespo di radicchio rosso di Chioggia
un pugnetto di pecorino ed uno di parmigiano
una manciata di nocciole
un po' d'olio extravergine di oliva
mezzo spicchio d'aglio
un bicchiere di vino rosso
Tuffare rucola e radicchio nell'acqua in ebollizione e scolarli non appena riprende il bollore. Passarli nel mixer con le nocciole, il pecorino, il parmigiano ed un filo d'olio. Nell'acqua dove sono state sbollentate le verdure sciogliere il dado vegetale.
Scurire in un po' d'olio lo spicchio d'aglio e poi gettarlo, unirvi il riso, farlo tostare finchè i chicchi diventano trasparenti, quindi bagnare col vino. Dopo che il vino è evaporato aggiungere il brodo (io lo aggiungo tutto in una volta sola: si calcola un po' più del doppio del peso del riso; tengo a portata di mano un po' di acqua calda se si dovesse asciugare troppo). Si porta a cottura mescolando spesso. Quasi al termine si unisce il pesto di rucola e radicchio, serbandone un po' per decorare il piatto e si lascia mantecare almeno cinque minuti a fuoco spento ed a pentola coperta: questo momento è importantissimo, non bisogna avere fretta, perchè è in questa fase che il risotto acquista la sua cremosità. Se trascorsi i cinque minui il risotto si fosse asciugato troppo e scuotendo la pentola non facesse la tipica onda, diluire appena con un po' d'acqua calda.

domenica, marzo 11, 2007

Domenica: che pasticcio!


Chi non mangia il pasticcio di domenica? Dalle mie parti è quasi un'istituzione. Ovviamente il classico pasticcio con il ragù alla bolognese, oppure, per i più temerari, i pasticci con le verdure di stagione: radicchio e carciofi ora, asparagi fra un pochino. Secondo me il pasticcio, per suo stesso nome, è un piatto che permette di dare libero sfogo alla fantasia, creando piatti sempre diversi.
Qusta volta ho pasticciato con:
150g di pappardelle all'uovo
un mazzetto di rucola
un cucchiaio di pinoli
due pugni di pecorino stagionato
100g di salmone affumicato
besciamella, preparata con circa mezzo litro di latte (mucca o soia)
un bicchiere di latte extra
Si cuociono per circa 5 minuti le pappardelle (devono rimanere un po' crude), le si scola e le si distende su un canovaccio. Si prepara un pesto frullando la rucola con i pinoli e metà pecorino. Si prepara una besciamella di media densità e si comincia a pasticciare, alternando uno strato di tagliatelle, due fette di salmone affumicato tritato grossolanamente, due cucchiaiate di pesto ed una generosa irrorata di besciamella, fino ad esaurimento della pasta. L'ultimo strato deve essere di tagliatelle. A questo punto si diluisce la besciamella rimasta con il latte rimanente e la si versa sul pasticcio. Una generosa spolverata di pecorino stagionato e via a gratinare in forno per circa 15 minuti!

domenica, novembre 26, 2006

FANTASIA DI GNOCCHI DI ZUCCA


La zucca proviene dall'orto della Mamma ed è veramente ottima, tanto che ho salvato i semi e proverò a coltivarla nel mio piccolo............(a questo proposito Qualcuno ha qualche idea su come trattare i semi prima della semina????)
Siccome questo è Un periodo di DIETA (vi immaginate MESI di crisi a cucinare e mangiare un po' quello che capitava, trascurando sè stessi per non trascurare il Commensale che poco risente di questi regimi alimentari scombinati-beato Lui) ed ora mi sono orientata fra la dieta del riso e quella dela intolleranze (non vi preoccupate non sono una fanatica, prima di tutto viene la salute!), beh insomma oggi dovevo mangiare zucca, uova e possibilmente evitare le graminacee (cereali etc, quindi anche farina). Come farsela un po' passare? Ecco quindi l'idea degli GNOCCHI DI ZUCCA CON FARINA DI CASTAGNE AL PESTO DI RUCOLA E NOCI(per me) e degli GNOCCHI DI ZUCCA CON PESTO DI SPINACI E PISTACCHI (per il Commensale: oramai ho imparato che non posso sottoporlo a troppe novità culinaRie tutte insieme).
Ho mondato 750g di zucca e l'ho cotta a vapore. L'ho passata al setaccio, ho unito un uovo, un pizzico di zenzero ed uno di noce moscata ed ho quindi diviso il tutto EQUAMENTE in due parti: una l'ho impastata con 80g di farina OO, l'altra con altrettanta farina di castagne.
Quindi con l'aiuto di due cucchiai ho formato dei gnocchi gettandoli direttamente in acqua bollente fino all'affioramento. Impiattati e quindi conditi i primi con le spinaci frullate assieme ai pinoli, una macinata di pepe e qualche scaglia di parmigiano, i secondi con la rucola frullata con le noci ed un'abbondante macinata di semi di papavero... Il piatto è leggero (basta risparmiare un po' anche sul condimento) ma saziante e volete mettere il sapore e l'idea di mangiare gnocchi...

mercoledì, giugno 14, 2006

Due ravioli e una capanna...


Ieri era un'occasione speciale, quindi cena speciale.(...) Siccome era un giorno infrasettimanale non si poteva esagerare tanto, ma volevo essere incisiva. Ed allora vai di Raviolitudine (grazie Kja, ero già affetta da questo strano Morbo, ma non gli avevo ancora dato un nome...). Non voglio darvi una ricetta precisissima, ma una grande ispirazione...
Per la pasta:
un uovo
un cucchiaio di farina di segale (dà un 'chè di amarognolo, in contrasto con il dolce del ripieno)
q.b. di farina 00 (si deve formare una palla non appiccicosa)
Impastare e far riposare in frigorifero
Per il ripieno:
avanzi di pesci sfilettati
(non butterete mica via tutto ciò che rimane sulla lisca e le striscioline che avete eliminato ai lati per dare una bella forma al filetto?nooooo) e lessati in brodo vegetale con aromi vari e vino bianco (il fumetto ottenuto serve poi per tirare a cottura un risotto di pesce)
poca ricotta freschissima di latteria
un pugnetto di rucola
(anch'essa contrasta il dolce della ricotta)
pangrattato q.b. per rendere l'impasto bello denso
Tirare la pasta (io lo faccio a mano, sigh!), tagliarla, farcirla e chiudere i ravioli a piacere passando un dito umido sul bordo per farli aderire bene.
Lessare in acqua bollente e farli saltare in padella con olio extravergine ed un cucchiaio di lecitina di soia in granuli (sì quella anti-colesterolo: mi è balzata l'idea leggendo la ricetta della Petulante che sostituisce il parmigiano col lievito di birra in scaglie...); impiattare una parte dei ravioli e spolverarli con bottarga macinata (la bottarga non va cotta, altrimenti diventa amara-io preferisco così); cospargere quelli rimasti in padella con semi di papavero e farli saltare finchè non si sprigiona il loro aroma. Impiattare anche i ravioli fuggiaschi ed irrorare nuovamente con olio extravergine (io ho usato un profumatissimo toscano novello, donatomi da una cara collega che mi vuole bene...). Credetemi: non rimpiangerete il classico burro e salvia!
Uh, dimenticavo... Cospargete il tutto con qualche pinolo tostato in padella per dare un acceno di croccantezza al piatto!
Commento del Commensale: papaveri e bottarga? Ma com'è che non mi piacevano tanto? (non so per Voi, ma per me una delle più grandi soddisfazioni è far apprezzare a qualcuno un cibo che di solito non gli piace...)

Per finire (ok, siamo durante la settimana, ma almeno un dolcetto per il brindisi) i tortini fondenti che già producevo, ma che con le informazioni d'Artificio sono stati strepitosi, serviti con una salsa al fragolino (=vino) ben ristretta(la base delle le fragole imperversano...) Cin cin!
Commento del commensale:
Ebbene sì, ha leccato il piatto!

domenica, giugno 11, 2006

Oggi picnic!


UN bel sole, voglia di aria aperta... cosa c'è di meglio di un bel picnic? Ingrediente fondamentale: il panino. Sinceramente, ok, ogni tanto uso la crema pronta, ma i panini "pane-affettato" li lascio ai buffet delle stazioni... Il panino mi deve dare soddisfazione, quasi come un pasto completo. Ed ecco quindi il panino-unico: pane morbidissimo, spalmato con pesto rucola-prezzemolo e farcito con qualche pomodorino e striscioline di tonno marinato (olio extravergine, pepe rosa e un cucchiaino di miele: lasciato in frigo per qualche ora e rigirato di tanto in tanto)appena saltate in padella (il crudo l'abbiamo mangiato ieri sera, l'ho cotto per variare un po'..).
Il pane: grazie al mitico Cuoco d'Artificio e con molta testardaggine, sono riuscita a produrre un pane morbido, ma veramente morbidissimo (avete presente quello del Mulino Bianco?-oh no... cos'ho detto mai...), senza condirlo con ingredienti inutili. Ecco la mia ricetta, elaborata a partire da quella del "Pane a Cassetta" di Pane & C. del Corriere della Sera:150g di pasta madre già rinfrescata*
300g di farina tipo 0
1 cucchiaio di amido di mais
1dL di acqua
50mL di latte di soia
1 cucchiaino di lievito di birra secco
30g di olio extravergine (la scelta dell'olio-più o meno saporito- condizionerà molto il sapore del pane, essendo la quantità consistente)
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di sale

Si mescola farina, amido, lievito e si comincia ad impastare con acqua e latte intiepiditi. Poi si aggiunge la madre, zucchero, sale ed olio e si lavora l'impasto a lungo, battendolo e maltrattandolo il più possibile finchè diventa liscio (almeno 10 minuti). Si fa riposare il tutto nella terrina coperta per 20 minuti, poi si mette l'impasto in uno stampo tipo plum-cake e si lascia lievitare ancora un'ora, coprendo lo stampo con alluminio. Poi si cuoce circa 30 minuti a 200° (il forno deve essere bello caldo). Vanno rispettati rigorosamente i tempi di lievitazione, altrimenti la morbidezza non è garantita: la mollica diventa più alveolata (=con buchi grandi) e la crosta più croccante.
*per rinfrescare la pasta madre bisogna lavorarla con uguale peso di farina e metà di acqua e lasciarla riposare finchè raddoppia...
Commento del commensale: mmmmmm....gnofffff.....ahmmmmm (aveva la bocca troppo piena per dire altro- notato l'altezza del panino?)

domenica, maggio 21, 2006

Calamari al tonno (?!)


Cuocarossa, questa è per te! Ieri passeggiando sola soletta per l'Iper (adoro queste passeggiate solitarie) mi sono imbattuta nei calamari di pasta e non ho resisitito, anche se ciò avrebbe significato una coda quasi interminabile alla cassa per un solo pacco di pasta (impensabile, così ne ho presi anche altri!).
Ed oggi mi sono messa all'opera, grazie agli avanzi della cenetta di ieri sera (vi renderò presto partecipi), a qualche residuo di dispensa ed alla amate erbette del mio davanzale...
Ecco il condimento della pasta:
-3-4 cucchiai di pesto, seguendo le dosi di Gloricetta, con ingredienti così modificati (ve l'avevo detto che è più forte di me): non solo basilico, ma basilico, prezzemolo e rucola in parti =; non grana e pecorino, ma una scamorza pugliese stagionata, gradito dono di un collega; il resto =!
-qualche striscetta tratta dal Lingotto di tonno aquistato nel
post precedente
-qualche micro-
pomodoro datterino
Il condimento non ha nemmeno visto il fuoco (guai cuocere il pesto!): ho mescolato il tutto in una zuppiera e l'ho appoggiata ad intiepidire sopra la pentola dove cuoceva la pasta.
L'unica cosa è che la pasta si squagliava un po' e sì che l'ho assaggiata, ma prima era troppo cruda e poi non si riusciva nemmeno ad infilzare con la forchetta senza romperla... Forse i calamari hanno un elevato peso specifico...
Commento del Commensale: ne avrei mangiati un chilo!