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venerdì, maggio 11, 2007

Sfogo... e pappardelle ai carciofi


Se non si era capito cucinare per me non è un obbligo, non è un'abitudine e tantomeno un passatempo. Cucinare è uno sfogo di passioni, un modo per convogliare l'energia positiva su qualcosa di concreto e visibile, un sano scacciapensieri che mi fa dimenticare le noie, i problemi e, sì, anche i dolori che a volte la vita può riservarci. Magari solo per qualche ora, ma poi quando ci ripenso non mi sembrano più delle montagne insuperabili, ma vedo un piccolo erto sentiero su cui mi posso inerpicare. E' come farci una dormita sopra. In questi giorni ho cucinato MOLTISSIMO, ne avevo bisogno (...) ma non ho fotografato nè scritto ricette. Così colgo l'occasione per proporvi un piattto che tenevo in caldo, pronto per un'eventualità del genere. Qualche carciofo si trova ancora quindi... al lavoro!

Che fare per ridare energia e vitalità ad un Commensale spossato preparandolo a trascorrere al meglio il fine settimana?Un piatto di pappardelle, ad esempio!Vogliate perdonarmi, ma questa volta la pasta non l'ho fatta io, ero troppo presa da una serie infinita di attività... che però non mi hanno impedito di dare libero sfogo alla fantasia e quindi al fornello. Niente vi impedisce però di fare la pasta in casa, seguendo questa cliccatissima (a detta delle statistiche) ricetta.

Per queste pappardelle servono:
4 carciofi romani
due fette di speck (appena un po' più grosse del normale)
una patata media
un po' di latte (di mucca o di soia, quello che preferite)
qualche foglia di salvia
sale e pepe
ovviamente PAPPARDELLE (quante ve ne stanno nella pancia)

Si puliscono i carciofi e li si taglia a spicchietti sottili.
Dopo aver pelato e tagliato a dadini la patata la si fa cuocere in un po' di latte (appena da coprirla) e poi si frulla con le foglie di salvia. Si scalda dell'olio extravergine in una larga padella, quindi si friggono due fettine di carciofo che serviranno per decorare il piatto, scolandole poi sulla carta assorbente. Si aggiunge poi lo speck tagliato a striscioline e quindi il resto dei carciofi. Si porta a cottura, aggiungendo eventualmente un po' d'acqua. Le pappardelle vanno cotte al dente e poi fatte saltare nella padella dei carciofi. Si versa a specchio sul fondo del piatto la crema di patate, quindi la pasta e si cosparge con un'abbondante macinata di pepe. Ah, dimenticavo! Qualche scaglia di pecorino stagionato completa l'opera!

domenica, marzo 11, 2007

Domenica: che pasticcio!


Chi non mangia il pasticcio di domenica? Dalle mie parti è quasi un'istituzione. Ovviamente il classico pasticcio con il ragù alla bolognese, oppure, per i più temerari, i pasticci con le verdure di stagione: radicchio e carciofi ora, asparagi fra un pochino. Secondo me il pasticcio, per suo stesso nome, è un piatto che permette di dare libero sfogo alla fantasia, creando piatti sempre diversi.
Qusta volta ho pasticciato con:
150g di pappardelle all'uovo
un mazzetto di rucola
un cucchiaio di pinoli
due pugni di pecorino stagionato
100g di salmone affumicato
besciamella, preparata con circa mezzo litro di latte (mucca o soia)
un bicchiere di latte extra
Si cuociono per circa 5 minuti le pappardelle (devono rimanere un po' crude), le si scola e le si distende su un canovaccio. Si prepara un pesto frullando la rucola con i pinoli e metà pecorino. Si prepara una besciamella di media densità e si comincia a pasticciare, alternando uno strato di tagliatelle, due fette di salmone affumicato tritato grossolanamente, due cucchiaiate di pesto ed una generosa irrorata di besciamella, fino ad esaurimento della pasta. L'ultimo strato deve essere di tagliatelle. A questo punto si diluisce la besciamella rimasta con il latte rimanente e la si versa sul pasticcio. Una generosa spolverata di pecorino stagionato e via a gratinare in forno per circa 15 minuti!