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martedì, dicembre 26, 2006

Pane di castagne (modificato)

La ricetta del pane di castagne è tratta da una delle mie encoclopedie di cucina preferite, quella uscita un paio d'anni fa con il Corriere... e fa così:
350g di farina tipo 0
70g di farina di castagne
60g di mandorle finemente tritate
25g di uvetta
15g di lievito di birra fresco o l'equivalente secco
50g di pasta madre
1 cucchiaino di sale
Sciogliere lievito e madre in 50mL di acqua a 25° e lasciar riposare per 20 minuti. Mescolare le farine e le mandorle, unire il lievito sciolto, 150mL di acqua e cominciare ad impastare. Aggiungere quindi il sale sciolto in 60mL di acqua e continuare a lavorare l'impasto, incorporando l'uvetta precedentemente ammorbidita in acqua tiepida.
Quando la pasta risulterà liscia ed omogena e non si attaccherà più alle dita, metterla in una terrina infarinata, inciderla con un taglio a croce, coprire con un piatto e fal lievitare il luogo tiepido per circa due ore, finchè l'impasto sarà raddoppiato.
Appiattire l'impasto, arrotolarlo e metterlo nello stampo di cottura. Farlo lievitare altri 30 minuti, fnchè raggiungerà i bordi dello stampo.
Infornare a 180° per 30-40 minuti.

mercoledì, maggio 24, 2006

Che E-MO-ZIO-NE!!!!!!!!!


Non trovo le parole... Oggi ho provato una grande emozione, perchè si è realizzato un desiderio che mi struggeva da troppo tempo... HO SFORNATO I CROISSANT!!!! Credo di non aver MAI sperimentato una ricetta più difficile, soprattutto perchè realizzata con attrezzature decisamente CASALINGHE , fra cui un forno che se ci azzecchi è divino ma se canni è una tragedia! Non sto nemmeno ad elencarvi tutti i tentativi nlon riusciti, vi basti sapere che ci provo da anni, con ripetute levatacce la domenica mattina per poter fare colazione con i tanto agognati cornetti... E quando mi vengono? Un mercoledì pomeriggio!!!
Oltre che di notti insonni, sono il frutto di ricette e suggerimenti copioincollati, di consigli carpiti furtivamente, nonchè di una stretta corrispondenza artificiale...
Le fonti di ispirazione sono qui, qui e qui, io naturalmente ci ho messo del mio... Secondo me le cose importanti da sapere sono che:
1)prima di stendere l'impasto per spalmarvi il burro è meglio farlo stazionare in frigo (il mio ci è rimasto una notte intera) così non si appiccica sul tavolo;
2)non si deve "girare" la sfoglia fino a completo assorbimento del burro, altrimenti, come dice Berso si "straccia" (o qualcosa di simile), ma bastano tre giri, intervallati da un piccolo riposo in frigo;
3)praticamente dai rinfreschi (io, oltre al "bagnetto", ne ho fatti solo due) allo sforno ci ho messo la bellezza di ventiquattr'ore...
4)inutile dirvi che sapevano di brioches e non di burro, aromi artificiali, "vecchio", frigo o altro...
5)qui il burro proprio ci va, ma non serve mangiarne dieci (anche se è difficile resistere...)
Non voglio stare qui ad annoiarvi con inutili parole, se avete qualche curiosità chiedete pure e cercherò di rispondere (anche se non sono la persona più indicata...)!



Prima della cottura (dopo aver visto quanto avevano lievitato ho capito che ce l'avrei fatta)







Ecco l'interno:











Però alla fine forse è meglio se vi scrivo gli ingredienti per circa 8 croissant:
100g di pasta madre
170g di farina manitoba
50g di zucchero
un uovo+ un tuorlo (eventualmente aggiungere ancora un po' di albume)
25g di burro per il primo impasto+100g per "girare" la sfoglia (importante che il burro sia cremoso)
25g di olio di riso o cereali (serve per mitigare il sapore del burro)
un pizzico di lievito di birra secco
un pizzico di sale

Se volete che le brioches siano pronte per il tè ddelle 5 dovete iniziare a rinfrescare il lievito alle 5 del giorno precedente, preparare il primo impasto verso le 8, lasciar lievitare la notte in frigo, "girare" la sfoglia con il burro alle 8 di mattina, quindi preparare le brioches e lasciarle lievitare in frigo fino a circa un'ora prima di cuocerle.

Commenti del commensale (le brioches erano una sfida aperta fra me e lui):
- Hai preso le brioches?(prima di assaggiarle)
- Co' boia che buone...(dopo il primo morso)
- Finalmente ce l'hai fatta! (con la pancia piena)

domenica, aprile 30, 2006

Madre pizza

Forse non tutti sono d'accordo, ma secondo me la pizza con il lievito madre è eccezionale. Se avete problemi di digestione con la pizza, probabilmente dipendono da una lievitazione difettosa, forse troppo breve, che continua nella vostra pancia. Con il lievito madre questi problemi saranno un brutto ricordo.
Da quando l'ho creato sto sperimentando tutti i suoi possibili utilizzi, carpendo informazioni a destra e a manca.
Siccome la pizza è un appuntamento fisso nel mio menù settimanale non potevo che cimentarmi in questa ricetta.
Le mie dosi? Per circa 500g di impasto (questa è la quantità che utilizzo per una teglia, se ne viene un po' di più con l'impasto eccedente mi cucino un panino) ho utilizzato 100g di madre sciolta in mezzo bicchiere di acqua tiepida, 300g di farina (sulla tipologia di farina da utilizzare si possono fare varie sperimentazioni: per ora ho provato tipo 0 ed un mix di questa con grano duro), mezzo cucchiaio di malto d'orzo, un cucchiaino di sale ed acqua tiepida quanto basta ad ottenere un impasto sufficientemente elastico. Avrete notato che non c'è olio nell'impasto: è una mia scelta, io l'olio ce lo metto sopra rigrosamente a crudo sulla pizza calda, così sprigiona in pieno il suo aroma. Il profumo di quest'impasto è veramente buono, chiudndo gli occhi sembra di trovarsi in una bottega di fornaio...
La lievitazione con la pasta madre è più lunga di quella con il lievito di birra, per cui se voglio fare la pizza la sera, comincio a rinfrescarla la mattina con lo stesso peso di farina e la metà di acqua tiepida. Poi nel primo pomeriggio prendo la dose che mi serve, la impasto come sopra e la lascio riposare fino alle 1730 circa. Faccio una palla con le meni infarinate senza lavorare troppo e la metto nella teglia coprendola con un canovaccio. Alle 19 accendo il forno al massimo e stendo l'impasto nella teglia ricoperta di carta forno. La rcopro con gli ingredienti preferiti ed inforno per circa 15-20 minuti, monitorando attentamente la cottura.

Con questa foto volevo rendere onore all'alveolatura dell'impasto che testimonia l'ottima lievitazione.
Consigli:
-l'impasto non deve assolutamente prendere freddo o giri d'aria
-a parte l'ultima lievitazione, le altre le faccio in una terrina con coperchio per imprigionare anche l'umidità
-il forno andrebbe preriscaldato anche un'ora prima, ma poi i consumi... Ho visto che un quarto d'ora è un buon compromesso. Tutt'al più se avete qualcos'altro da cuocere nel forno, fatelo prima così sfruttate anche il preriscaldamento.Più la cottura è veloce e meno l'impasto diventa duro.
-non prendete alla lettera i tempi di cottura, dipendono dal tipo di forno che avete a disposizione, quindi dovete solo provare!
-la pizza non va "spalmata" sulla teglia, ma allargata tenendola ferma con una mano e facendo girare l'altra tutto intorno (come si vede fare in pizzeria, insomma), per non schiacciare via l'aria dall'impasto
PS: successive sperimentazioni mi hanno fatto ottenere la versione definitiva, che prevede anche un bel pizzico di lievito secco; la madre la rinfresco il giorno prima, l'impasto lo preparo la mattina e lo faccio lievitare in frigo fino alle 16. Poi lo tolgo dal frigo e procedo come sopra.

lunedì, aprile 17, 2006

Colomba


Mi sono ispirata alla ricetta data da Anna Moroni all prova del cuoco un paio d'anni fa.
Ingredienti:
600g di farina manitoba
3 uova + 1 tuorlo
25g di lievito di birra
200g di burro+ il necessario per lo stampo
100g di zucchero
100g di zucchero a velo
zucchero in granella
la scorza grattugiata di un limone
sale
1dL di latte
1 fialetta di aroma arancia
100g di canditi
1 bustina di vanillina
100g di mandorle sgusciate non pelate

Impastare 60g di farina, il lievito sciolto in pochissima acqua, fare una panetto e lievitare coperto fino al raddoppio.
Unire la farina rimanente, 2 uova, 1 tuorlo, 100g di burro, il latte tiepido, gli aromi, lo zucchero, il panetto lievitato, impastare il tutto e far lievitare 8 ore.
Unire il burro rimanente.
Imburrare ed infarinare una teglia a forma di colomba (o utilizzare gli stampi di carta), sistemarvil'impasto e farlo lievitare coperto finchè triplica di volume.
Mescolare zucchero a velo, 1 uovo, le mandorle tritate; spalmare la glassa sulla colomba, decorare con lo zucchero in granella e qualche mandorla intera ed infornare per 35' a 180°.

Rispetto alla ricetta della Moroni, ho fatto le seguenti variazioni:
- per l’impasto: meno lievito di birra ed una parte di pasta madre, niente canditi, niente aromi, latte di soia al posto di quello di mucca;
- per la glassa: anziché un uovo intero, due albumi (con tutti i tuorli utilizzati in questi giorni ne avevo a bizzeffe); al posto della granella di zucchero le hagelsla olandesi: delle codette di cioccolato fondente, ottime anche sul pane sparse sopra uno strato di burro (tradizionalmente) ma anche olio o tahin-crema di sesamo;
- per il ripieno: dopo la cottura l’ho siringata con una crema di cioccolato al rum…

La colomba ha un impasto piuttosto ricco che rimane leggermente umido anche dopo la cottura. Ho visto in tv che chi fa le colombe le mette a raffreddare a testa in giù infilate in delle specie di morse, im modo che la pesantezza dell'impasto non faccia collassare il tutto finchè è caldo. Non sono ancora riuscita a trovare un sistema casalingo per un simile procedimento...