domenica, giugno 26, 2011

Venus is back!


Possibile... non scrivo una ricetta da aprile dell'anno scorso?!
Beh, ne sono passate di padelle sul fuoco nel frattempo... Tante foto scattate e lasciate lì perchè ormai non mi ricordo più gli ingredienti...
Rimediamo subito con uno dei mei antopasti. Già vi dissi che mi piacciono i piatti in cui i gusti si fondono perfettamente, in cui nessuno prevale troppo sugli altri. E questo è un piatto così. Dei crostini sfiziosi.Talmente banali che darvi la ricetta mi sembra offensivo... allora vi fornisco la foto e qualche spunto.
La base è costituita da pesto mescolato a fiocchi di latte. Sopra un'alice e qualche cubetto di sedano e pomodoro fresco. L'unico rischio è non riuscire a fermarsi...

domenica, aprile 18, 2010

Fantasia in cucina

Già vi dissi che non mi piace andare in pescheria con un'idea precisa, ma mi piace guardare quello che c'è. E ieri c'erano cose interessanti. Primo fra tutti un sanpietro da chilo che mi guardava con occhio languido (altro che occhio di triglia): MIO! Ed è andato al forno con patate e pomodori datterini. Poi delle alici argentee, prezzo non proprio stracciato, ma le ho messe nel paniere.E le triglie di scoglio:in mezzo a tante, due di bella pezzatura che mi avrebbero consentito una spinatura non troppo complicata, con effetto assucurato per l'echinofobo Commensale... Ecco alcuni dei prodotti finali usciti dalla cucina di casa venus:
Spiedini di alici e ananas
Semplicemente alici spinate (OVVIO!), avvolte su cubetti di ananas, infilzate e condite a piacere.
Tortino tiepido di alici con cuore di bufala, datterini confit e capperi di Sardegna all'aceto balsamico
Uno stampino da forno rivestito di alici sfilettate, riempito con una ciliegia di mozzarella di bufala e tappato con il "culetto" di un panino. Nel piatto i pomodorini confit (vi rimando ad altri amici blogger per la ricetta) ed i capperi "home made". Una passata in forno sotto il grill per ammorbidire appena la mozzarella e via, impiattati e conditi. Quando gli ingredienti sono speciali non ci vuole nulla...
Bavette alle zucchine mignon su letto di triglia e fiori di zucca fritti
Cotture brevi e separate, questo il segreto del piatto. Un fondo di olio extravergine (in questa cena ho provato il Parovel, olio e pesce dei paesi miei), bollente, una frittura veloce per i fiori di zucca infarinati, poi, nella stessa padella, una passata anche per le zucchine tagliate a rondelle fini ed infine "una girata ed una voltata" anche per le triglie, quanto basta a far sì che la polpa si distacchi dalla lisca. A cottura quasi ultimata, le bavette sono state saltate con le zucchine, con l'aggiunta di un po' d'acqua di cottura e della salsina addensante a base di extravergine e farina (proporzioni: un cucchiaio d'olio per un cucchiaino di farina).

sabato, aprile 03, 2010

Vigilia di Pasqua

Pasqua è un'altra cosa. Ma alla fine si risolve in una grande abbuffata. E così oggi, alle 1210 circa, in pescheria, il banco piangeva decisamente. Una cafona questionava con la gentilissima Andreina che lei li voleva di due chili i rombi (come se venissero stampati su misura in fabbrica) e non di un chilo e sei, quello che il Mare aveva offerto. Ancora un po' e mi offrivo volontaria di portarmene a casa uno. Ma visto che la mitica Andreina affrontava brillantemente e con pazienza la situazione (io sicuramente avrei perso un cliente), ho continuato a scrutare dietro quel vetro, da dove mi guardava un nasello solitario, una cassetta di latterini, mezza dozzina di sogliolette nostrane, qualche mazzancolle e qualche conchiglia rinchius in rete. Che faccio? Quando mi metto in testa di preparare una cena di pesce non ci sono santi, non pretendo di trovare qualcosa di preciso, ma qualcosa sì. Alla fine ho scelto un canestro di cozze, quattro sogliolette ed una manciata di mazzancolle. per fare cosa? Chi lo sa? Qualcosa mi sarebbe venuto in mente. E come l'appetito vien mangiando, le idee vengono cucinando:
tortino di sogliole alla mugnaia e mazzancolle alla granella di nocciole su crema di patate

crema di patate ai peperoni e cozze in cesto di pane







sformato di mazzancolle al burro di sclopìt mantecato nel piatto.

Mi soffermo su quest'ultimo piatto, perchè secondo me è stata la più riuscita. L'ispirazione è arrivata da una ricetta di Marco Parizzi, pubblicata ormai qualche anno fa su una raccolta del Corriere.
Ho inumidito con un filo d'olio dei piccoli stampini, sul fondo dei quali ho sistemato alcune code di mazzancolle aperte a libro ed appiattire col batticarne fra due fogli di pellicola, per evitare che si rompano. Nel frattempo ho preparato il brodo, sfruttando un vasetto di brodo vegetale "home made", i carapaci delle mazzancolle, le teste e le lische delle sogliolette che ho pazientemente sfilettato ed un po' di acqua di cozze. Ho fatto appassire una carotina, un pezzetto di sedano ed un piccolo scalogno in un cucchiaio d'olio, ho aggiunto il riso (io adoro il baldo) e, dopo la tostatura ho sfumato con vino bianco. Ho portato a cottura mescolando di tanto in tanto ed aggiungendo il brodo. Dai preparativi del pranzo di domani (il primo è mio compito, secondo e contorno della mamma) ho fatto avanzare una cucchiaiata di sclopìt (vedi silene, è un'erba di campo che spunta in questo periodo e d'estate fiorisce di bianco) passato in padella con uno spicchio d'aglio e l'ho mescolato ad una cucchiaiata di burro morbido. Ho messo il ricavato in un portauova, per dargli una forma tondeggiante e l'ho posto a rassodare in frigo.
Composizione finale: terminata la cottura del risotto, l'ho versato pressando un poco negli stampini, che ho capovolto sui piatti di portata, lasciando riposare un poco. Una pallina di burro vicino, via gli stampini ed un filo d'olio a completare il tutto (ho trovato un olio del Carso veramente sublime). Le code di mazzancolle si "cuociono" solo con il calore del riso ed ai commensali va l'arduo compito di forchettare un poco di riso ed una puntina di burro per far fondere i sapori.
Buona Pasqua a tutti, domani sveglia presto per cuocere la colomba;-)

domenica, marzo 21, 2010

Gnocchetti di patate e topinambur con canestrelli e capesante

Più che una ricetta, un'idea. Perchè non ci vuole davvero grande impegno se si possiedono gli ingredienti giusti. Ora, la sottoscritta è stata davvero fortunata in quanto ha ricevuto topinambur, canestrelli e capesante in omaggio, ma se non dovesse capitarvi una fortuna simile, questa ricetta la potete realizzare lo stesso.
La classica ricetta degli gnocchi di patate (1Kg di patate lessate con la buccia e poi passate, un uovo,
farina q.b. (circa 2oog)) è stata adattate agli ingredienti disponibili ed alle quantità necessarie: circa 500g fra patate e topinambur, mezzo uovo e farina q.b. Alla fine, l'impasto risultava decisamente appiccicoso e l'aggiunta ulteriore di farina avrebbe, a mio avviso, rovinato il sapore. Ho quindi optato per la paziente confezione degli gnocchi col metodo delle quenelles (passando più volte una noce d'impasto da un cucchiaino all'altro fino a darle una forma tondeggiante), gettandoli direttamente in acqua bollente.
Il sughetto? Dopo aver aperto A CRUDO i molluschi ed averli lavati accuratamente liberandoli dalla sabbia, li ho tagliuzzati grossolanamente e messi in padella dove avevo precedentemente rosolato mezzo spicchio d'aglio tritato finemente. Qualche minuto di cottura è stato sufficiente, finchè hanno rilasciato un po' del loro liquido, che ho poi addensato preparando a parte una salsina con due cucchiai di olio extravergine d'oliva ed un cucchiaio raso di farina. Il sugo si versa direttamente sugli gnocchi impiattati.

domenica, settembre 06, 2009

Menù... del supermercato

I media continuano a bombardarci sottolineando che le ferie sono finite, che tutto piano piano sta ritornando alla normalità... Ma qualche strascico ancora rimane. Venerdì ho passato la giornata lavorativa sognando la pizza gigante di Salvatore, avevo addirittura lista e numero di telefono con me (incredibilemnte me ne sono ricordata)... Ma giunta l'ora di effettuare l'ordinazione per poter poi ritirare il tutto sulla strada di casa ho avuto una brutta sorpresa: il telefono squillava a vuoto e quando si attivava la segreteria , si udiva un messaggio inquietante... impossibile lasciare messaggi- spazio pieno... Per farvela breve Salvatore è in ferie fino all'8 settembre!
E la stessa cosa mi è capitata ieri, partita con tutte le buone intenzioni verso la mia pescheria di fiducia, confortata dalla consapevolezza che il fermo pesca è finito, ho dovuto ritornarmene a casa con le pive nel sacco: chiusi per ferie pure loro!:-(((
Ma come rinunciare alle mie intenzioni "bellicose" di cucinare una cenetta speciale?
Impossibile, perchè quando mi metto in testa di cucinare ne ho veramente bisogno!
Dopo aver pure rischiato di rimanere a piedi con la macchina mi è venuta un'illuminazione: una cena tutta "made in supermercato" ma non in quel reparto pescheria che, ahimè, dovrebbe chiudere all'istante non foss'altro per l'odo re che emana, ma fra le confezioni degli scaffali. Quindi mi sono armata di pazienza ed ispirazione ed in un'oretta ho fatto la spesa che mi ha permesso di cucinare il seguente menù:
Spiedino di burrata, alici e ciliegini

Trota salmonata con rucola e pecorino pepato glassata all'aceto balsamico

Crema di patate dolci al cocco e curcuma con aringa croccante

Borlotti pancetta e gamberoni




Sorbetto di pomodori secchi al tonno

Pecorino in guscio di strudel con salsa al cioccolato




Anche al supermercato si possono trovare degli ottimi prodotti, basta un po' di pazienza...

Spiedino di burrata, alici e ciliegini

Una ricetta "scarta, impiatta e mangia"... Tagliata la burrata a dadini, li si avvolge con filetti di alici sottolio e li si infila in uno spiedone, alternandoli a piccoli pomodorini ciliegia, coronati da un chicco di sale rosa. Un'oliva e la foglia della burrata per guarnire il piatto.

Trota salmonata con rucola e pecorino pepato glassata all'aceto balsamico

Niente di più semplice. Sotto la rucola spezzettata, poi la trota salmonata a pezzetti (San Daniele, oltre che per il prosciutto, è rinomato anche per l'allevamento e la preparazione di specialità a base di trota salmonata), un filo d'olio extravergine, qualche dadino di pecorino ed una colata di glassa all'aceto balsamico.

Crema di patate dolci al cocco e curcuma con aringa croccante

La mia prima esperienza in assoluto con le patate dolci. POSITIVA DIREI.
Ho sciolto poco burro in padella con un cucchiaio di olio extravergine. Ho fatto soffriggere un quarto di cipolla rossa tritata ed ho aggiunto una patata dolce a dadini. Due cucchiai di cocco grattugiato, solo un pizzico di sale ed ho coperto tutto di acqua, facendo cuocere dolcemente finchè la patata è diventata tenera (un'oretta circa).
Ho passato il tutto al mulino dei legumi ed ho diluito con succo d'arancia in cui avevo fatto sciogliere un cucchiaino di curcuma.
L'aringa andrebbe un po' sciacquata per togliere l'eccesso di sale e poi infornata per renderla croccante. Dopo aver versato la crema nelle coppette di servizio, cosparsa leggermente di pepe di cayenna ed averla decorata con la fettina di aringa si inforna tutto nuovamente pochi minuti sotto il grill. Un filo d'olio extravergine ed in tavola.