Se fossi una portata...

... sarei un piatto unico, senz'ombra di dubbio! Leggevo che i nostri cibi preferiti parlano un po' di noi: chi ama il salato sarebbe estroverso, intraprendente e determinato; gli amanti del dolce, al contrario, sarebbero introversi, bisognosi di protezione, un po' passivi; la predilezione per il piccante e le spezie sottolinea l'amore per le novità e la trasgressione. Per quanto riguarda la consistenza, i cibi duri richiamano gli sforzi delle sfide e l'aggressività; al contrario i cibi morbidi riportano alla semplicità e tenerezza dell'infanzia, al quieto vivere, ma anche ai facili piaceri della vita ed alla sensualità.
E chi adora tutto ciò? Dolce, salato, speziato, morbido e croccante, tutto in un bel piatto ed ecco Venus! In perfetta linea con le tendenze culinarie contemporanee, che si propongono di far incontrare e scontrare gusti e consistenze.
Il piatto unico è il guazzabuglio per antonomasia. Ma per ottenere un guazzabuglio che si rispetti ci vuole un po' di testa: ogni sapore deve contribuire all'insieme, non deve sovrastare nè soccombere agli altri, nè ci devono essere gusti "ridondanti" o abbinamenti sgraziati. Inoltre ritengo fondamentale dare la possibilità ad ogni Commensale di creare il proprio sapore, mescolando i vari cibi fra loro oppure gustandoli separatamente: quindi non mescolare, possibilmente cuocere i vari ingredienti separatamente.
Il piatto della foto è una sublime accozzaglia di purea di zucca, riso venere, zucchine, scaglie di pecorino e filetti di pesce bianco. Dolce, salato, aromatico, piccante, cremoso, croccante... come desiderare di più?
... e voi che cibo siete?

