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domenica, ottobre 07, 2007

Se fossi una portata...


... sarei un piatto unico, senz'ombra di dubbio! Leggevo che i nostri cibi preferiti parlano un po' di noi: chi ama il salato sarebbe estroverso, intraprendente e determinato; gli amanti del dolce, al contrario, sarebbero introversi, bisognosi di protezione, un po' passivi; la predilezione per il piccante e le spezie sottolinea l'amore per le novità e la trasgressione. Per quanto riguarda la consistenza, i cibi duri richiamano gli sforzi delle sfide e l'aggressività; al contrario i cibi morbidi riportano alla semplicità e tenerezza dell'infanzia, al quieto vivere, ma anche ai facili piaceri della vita ed alla sensualità.
E chi adora tutto ciò? Dolce, salato, speziato, morbido e croccante, tutto in un bel piatto ed ecco Venus! In perfetta linea con le tendenze culinarie contemporanee, che si propongono di far incontrare e scontrare gusti e consistenze.
Il piatto unico è il guazzabuglio per antonomasia. Ma per ottenere un guazzabuglio che si rispetti ci vuole un po' di testa: ogni sapore deve contribuire all'insieme, non deve sovrastare nè soccombere agli altri, nè ci devono essere gusti "ridondanti" o abbinamenti sgraziati. Inoltre ritengo fondamentale dare la possibilità ad ogni Commensale di creare il proprio sapore, mescolando i vari cibi fra loro oppure gustandoli separatamente: quindi non mescolare, possibilmente cuocere i vari ingredienti separatamente.
Il piatto della foto è una sublime accozzaglia di purea di zucca, riso venere, zucchine, scaglie di pecorino e filetti di pesce bianco. Dolce, salato, aromatico, piccante, cremoso, croccante... come desiderare di più?
... e voi che cibo siete?

giovedì, settembre 06, 2007

Abbinamento rivisitato


Ciao a tutti, non sono andata di nuovo in vacanza, solo che in questo periodo sto lavorando un po' troppo... beh ci saranno tempi migliori!

Mi era sembrato molto interessante un capitolo del libro "I piatti unici" della solita collana uscita qualche tempo fa con il Corriere della Sera, da cui più volte ho attinto ispirazione: proponeva un piatto tradizionale rivisitato in chiave moderna, versione piatto unico. Vi dò qualche esempio, affinchè anche voi possiate trarne ispirazione: le Trenette al pesto vengono raffreddate e composte in un Nido di trenette con gamberi al vapore; Prosciutto e melone si trasforma in Zuppetta fredda di melone con rose di prosciutto; Cotechino e lenticchie diventa un raffinato Cotechino in crosta di pane alle erbe... e così via.
Adoro i piatti unici, mi sembra di saziarmi di più, ed ancora di più adoro mantenere nella preparazione i sapori separati per poi mescolarli a piacere al momento dell'assaggio. Il piatto che vi illustro è più che altro una semplice composizione, prendendo spunto dal classico abbinamento "gamberi e zucchine".

Gli ingredienti:
riso nero venere
gamberi sgusciati freschissimi
zucchine
erbette a piacere (le zucchine stanno a meraviglia col basilico o con la menta, ma sbizzarritevi pure)
olio extravergine: direi di stare al centro-nord (Liguria-Umbria) o al massimo traghettare in sardegna per la scelta

Si cuoce il riso venere con il metodo ormai collaudato (vedere QUI), suggeritomi da Annika (ma mi ritorni a trovare?): con questo sistema di cottura i chicchi, pur rimanendo al dente, cominciano a cedere un pò di amido, assumendo una vaga consistenza di risotto, perfetta per questo piatto. Suggerisco di non utilizzare un tovagliolo, pena la macchiatura indelebile di un bel viola venere, ma di sfruttare una più macchiabile carta assorbente, ripiegata a misura di coperchio!
Le zucchine, anch'esse freschissime, si frullano a crudo con un filo d'olio, qualche chicco di sale grosso e le erbette prescelte. Eventualmente aggiungete un filo d'acqua se vi pare troppo denso, non esagerate con l'olio!
I gamberi vanno impiattati sul riso appena cotto, in modo che con il calore si schiariscano leggermente. Se vi piace, vi consiglio di spargerne qualcuno anche sul piatto, da assaggiare crudo. Un filo d'olio per condire ed è FATTO!

giovedì, luglio 05, 2007

...anch'io da grande mi voglio ISPIRARE!


Molto spesso le migliori ricette sono quelle "ispirate" un po' per caso... Ve la racconto tutta: da un po' di tempo ho scoperto la "dieta delle intolleranze". Niente paura, non sono a dieta: si tratta più che altro di un regime alimentare che prevede l'assunzione di gruppi di alimenti "a rotazione". Gli alimenti che fanno parte dello stesso gruppo vengono assunti nuovamente solo dopo tre giorni, in modo che il corpo abbia il tempo di "disintossicarsi" da eventuali alimenti problematici. Se volete saperne di più andate QUI. Questo modo di mangiare mi fa sentire bene, ma non è faclie da mantenere per un periodo lungo, vista anche la mia passione culinaria... Mi sono resa conto però del motivo per cui alcuni piatti risultano così difficili da digerire: senza dubbio si tratta di "accozzaglie" di alimenti appartenenti ad un sacco di gruppi diversi ed è logico che il nostro apparato digerente si incasini...
Cerco però di rispettare, nei limiti del possibile, questa filosofia almeno per quanto riguarda la frutta e la verdura.
Ieri era giorno di kiwi, famiglia actinidiacee.
Come conciliare il kiwi con gli scampi acquistati nella pescheria di fiducia?
Oltre al risotto con le fragole che, vi dirò, non mi ha molto entusiasmato, avevo il ricordo di un risotto al kiwi... Una breve navigazione mi ha confermato la non infondatezza di questo abbinamento e quindi via alla sperimentazione!
150g di riso carnaroli
50g di riso venere
10 scampi
alcuni carapaci di scampi (quelli avanzati da un antipasto misto che posterò, un giorno, forse...;)
un cucchiaino di dado vegetale (quello di Dani, forever)
due kiwi
mezza cipolla
un bicchierino di brandy
olio extravergine q.b.
un velo di burro (ebbene sì, mi avete beccata, qui il burro ci va sul serio...)
Preparare il brodo portando ad ebollizione mezzo litro di acqua, in cui si aggiungeranno i carapaci precedentemente rosolati in padella con un filo d'olio, ed il dado. Sarebbe meglio lasciarlo sobbollire una mezzoretta, affinchè si insaporisca bene.
A parte, portare a cottura il riso venere con QUESTO sistema ormai sperimentato e collaudato (grazie Annika!)
Rosolare gli scampi interi in poco olio, sfumare con il brandy e togliere dalla pentola. Nello stesso recipiente soffriggere la cipolla con poco olio, unire il riso cranaroli e farlo tostare finchè comincia a dorarsi. Sfumare col brandy e portare a cottura unendo il brodo (vi ricordo che io lo unisco tutto insieme, mi sembra che venga meglio: magari non esagerate con le dosi di brodo le prime volte, c'è da prendere un po' di mano) e mescolando di tanto in tanto (anche poco va bene). Spegnere il fuoco ed unire il riso venere, gli scampi ed un velo, ma proprio un velo, altrimenti si sente troppo, di burro. Incoperchiare la pentola e far riposare cinque minuti.
Ps: piatto proponibile anche a Commensali poco propensi alle sperimentazioni, il kiwi dà un accento asprigno che mitiga la dolcezza del crostaceo, l'aroma del riso venere aricchisce il piatto. Vino? Un pinot grigio del Collio, cin cin!
Ps2: mi spiache che la foto non renda proprio onore al piatto, ma la mia digital camera ora si trova tra i fiordi...